Le pagine della cultura

 

 

I casati del Sud

di Ciro La Rosa

La Rosa

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 B-BI BL-BU

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WINSPEARE e WINSPEARE GUICCIARDI

Titoli: nobile, barone, duca di Salve

Dimora: Napoli, Portici

Famiglia originaria dell’Inghilterra, proveniente dall’isola di Man, stabilitasi prima nella contea dello York; profondamente cattolici seguirono gli Stuart al tempo delle guerre di religioni, trasferendosi nel Regno di Napoli nel XVIII con DAVIDE ( Londra 1704 – Napoli 1764), ottennero importanti incarichi militari e civili. Il nipote del precedente, anch’egli di nome DAVIDE (1775-1847), membro del Consiglio dei Maggiorati, avvocato fiscale delle Regie Poste nel 1798, avvocato fiscale “dell’Udienza Generale di Guerra e Casa Reale” nel 1806, procuratore generale della Commissione Feudale per la regolazione dell’abolizione della feudalità, avvocato generale presso la Corte di Cassazione nel 1812, ottenne con R. D. del 17 dicembre 1814, da re Gioacchino Murat, la concessione del titolo di barone; al ritorno dei Borbone nel 1815, venne esiliato ma ritornò nel 1818, pubblicò vari saggi storico-giuridici tra i quali “Saggi di filosofia” e “Storia degli abusi feudali”. ANTONIO (1822) duca di Salve per “maritali nomine”, figlio del precedente DAVIDE, nel 1860 cercò di contrastare l'apertura di Liborio Romano a Garibaldi; prefetto di Lecce tra il 1869 e il 1870, sindaco di Napoli dal 1875 al 1876; sposò nel 1869 Emma Gallone, duchessa di Salve, da cui il titolo e i beni in Terra d'Otranto e in Napoli ai suoi discendenti; FRANCESCO ANTONIO tenente generale e ministro della guerra nel 1860 quando Garibaldi sbarcò in Sicilia, responsabile morale della disfatta dell’Esercito delle Due Sicilie venne messo a riposo, mentre due dei suoi tre suoi figli seppero combattere e riscattare l’onore del casato: DAVIDE e ROBERTO; il primo, DAVIDE, tenace combattente, (1826–1905) proveniente dalla scuola Militare della Nunziatella, nel 1860 era maggiore della “Artiglieria Reale”, combatté sul Volturno ed in seguito presente alla difesa di Gaeta come comandante la “Decima Sezione” d’artiglieria del fronte terra, svolse il suo servizio sino all’ultimo, sprezzante del pericolo, devoto a re Francesco II gli venne conferita la croce di cavaliere dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio, a capitolazione avvenuta il 14 febbraio 1861, non volle entrare nell’Esercito Italiano e nel 1862 si arruolò nell’Esercito Imperiale Russo, partecipò alla campagna russo-turca e quella sul Caucaso, concluse la carriera col grado di tenente generale dell’Esercito Imperiale Russo; ROBERTO (1832-1904), provenente dalla Compagnia delle Reali Guardie del Corpo, secondo tenente del “1° Reggimento Ussari della Guardia Reale” partecipò, come il fratello, alla difesa del Regno nella campagna del 1860/61, capitolando con il resto delle truppe a Gaeta; Tenente di Vascello della Real Marina delle Due Sicilie GUGLIELMO (Napoli 1835 - Parigi 1898) non riuscì a raggiungere i fratelli a Gaeta, rifiutò l'adesione alla Marina italiana, lasciò l'Italia e si trasferì a Parigi diventando un romanziere di chiara fama; GIACOMO, fratello dei precedenti, consigliere e valente magistrato, nella sua persona venne riconosciuto dal Regio Governo Italiano con D.M. del 6 dicembre 1882 il titolo di barone. discendenti della famiglia sono RICCARDO (1912) e CARLO (1917) viventi nella seconda metà del XX secolo. I discendenti di ANTONIO (1840-1913), figlio di EDOARDO, sono stati autorizzati, con Regio Decreto 14 gennaio 1943, all'aggiunta del cognome Guicciardi. Fino al XX secolo, la famiglia possedeva proprietà in Napoli, tra cui il Palazzo Acquaviva d'Atri, acquistato agli inizi del 1800; ed altre ereditate dalla duchessa di Salve, sulla collina del Vomero: Villa Leonetti e Villa Salve. Il casato è tuttora proprietario, secolo XXI, di un castello a Depressa, paese in provincia di Lecce, ove dimora uno degli ultimi rappresentanti della famiglia, RICCARDO Winspeare Guicciardi, marito di Elisabetta del Liechtenstein, padre del regista EDOARDO Winspeare Guicciardi, nato a Klagenfurt nel 1965 il quale dopo i primi studi universitari a Firenze si trasferì a New York, dove seguì un corso di fotografia, e poi a Monaco di Baviera dove si diplomò in regia presso la “Hochschule für Fernsehen und Film”. Dopo vari documentari e cortometraggi sulle tradizioni salentine, nel 1995 produce il lungometraggioPizzicata” e nel 2000 il film “Sangue vivo”, in dialetto salentino sottotitolato in italiano, primo vero successo di pubblico. Nel 2003 esce il film “Il miracolo”, presentato alla Mostra del cinema di Venezia. Nel 2008 ha presentato al "Festival di Roma" del Cinema il film "Galantuomini". I titoli non furono riconosciuti dai Borbone dopo la Restaurazione del 1815. La famiglia ne ottenne il riconoscimento solo da parte del governo italiano, con Decreto Ministeriale del 20 marzo 1917, riconfermato, con sovrana concessione motu proprio, il 17 agosto 1942.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritto nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922

Arma: di rosso alla banda d’argento doppio dentata carica di un leone di rosso.

 

 

 

 

 

 

 

 

ZAMBRA di Roccamorice

Titoli: nobile

Dimora: Napoli

Antica famiglia feudataria di Roccamorice, dichiarata di “nobiltà generosa” nelle prove di ammissione nella Compagnia delle Regie Guardie del Corpo nel 1844 in persona di ERNESTO (Archivio di Stato Napoli, Regia Commissione dei Titoli di Nobiltà, verbali volume IV, pagina 14).

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922

Arma: inquartato e fiancheggiato in arco col capo e punta d’oro, nel 1° e 4° di rosso a un giglio d’oro; 2° in braccio di verde con la mano di carnagione tenente una borsa, e 3° di nero al leone d’oro.

ZAMPAGLIONE

Titoli: nobile

Dimora: Napoli, Calitri

Famiglia originaria di Calitri, in possesso del feudo di Canosa dal 1691;LORENZO nobile in Calitri sul finire del XVIII secolo;la famiglia riconosciuta ammissibile nella Compagnia delle Regie Guardie del Corpo in persona di SALVATORE (Archivio di Stato, Regia Commissione dei Titoli di nobiltà, volume I, folio 154); GAETANO, figlio di Lorenzo, proveniente dalla Compagnia delle Regie Guardie del Corpo, in qualità di capitano del “3° Reggimento Dragoni” ha partecipato alla difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese nella campagna del 1860. Con Decreto Presidenziale del 15 agosto 1929 LORENZO riconosciuto nobile con successione maschile e femminile.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito nel 1° di rosso alla banda d’azzurro, sopra una branca di leone uscente dalla partizione , tenente un giglio e un giglio sotto d’oro, nel 2° d’azzurro alla fascia di rosso cucita tre stelle sopra in fascia e sotto un solo raggiante nell’angolo destro il tutto d’oro.

ZAMBROTTA - ZAMBROTTI - ZAMPROTTA

Titoli: nobile

Dimora:Casalbuono, Montesano s.M., Sanza; Caserta (Santa Barbara, Tuoro, San Clemente, Casolla, Mezzano); Lagonegro, San Pietro al Tànagro, Napoli.

 Originaria della Normandia, questa Famiglia venne in Italia al seguito dei cavalieri normanni e si diramò in Capua, Foggia, Terni, Foligno, Bari, Roma. CARLO fu Giustiziere in Calabria al tempo di Federico II. ANTONIO fu tra i Baroni che partirono per la sesta Crociata in Terra Santa, bandita dall’Imperatore Federico II nel 1228-29. FILIPPO si comportò valorosamente nella difesa di Benevento nel 1266, da meritare il cingolo di Cavaliere aurato e in compenso anche il feudo di Casalotto. GUGLIELMO, residente nel XIV sec. nel casale di Casalnuovo (odierno Casalbuono), nel Principato Citra (odierna provincia di Salerno), come risulta dal documento n. 292 del 6 febbraio 1338, pubblicato a p. 121 delle ricerche del prof. Carlone della IIa Università di Napoli (I regesti dei documenti della certosa di Padula [1070-1400]). Da questo ramo principale si dipartono gli Zambrotta-Zambrotti-Zamprotta della provincia di Salerno, della Lucania e di Caserta. ZAMBROTTA è Casata che ha avuto stemma gentilizio con privilegio araldico (cfr. Guelfi Camajani, vol. 1754, p. 38 ST; Archivio storico Vallardi, cat. 4076, Lib. A, 969. In particolare vanno ricordati: il poeta Can. GIUSEPPE Zambrotti, che pubblicò a Napoli un volumetto di poesie italiane e latine nel 1747, in occasione della nascita dell’Infante Filippo, primogenito di Carlo di Borbone-Napoli e di Maria Amalia di Sassonia. Il ramo ZAMBROTTA attestato in provincia di Salerno fin dal XIV secolo, conta numerosi emigrati in USA e insigni professori in Università sudamericane. Il cognome ZAMBROTTA è attestato a Lagonegro e poi a S. Pietro al Tànagro (cfr. G. Rolhlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985, p. 205-6). Nel 1840 troviamo GIUSEPPE Zambrotta proprietario terriero a Tricarico (PZ), come risulta dal documento riportato dalla prof. Biscaglia (L’archivio privato dei Putignani e degli Armento di Tricarico, secc. XVI-XIX, p. 86). Nel 1853-55 troviamo il farmacista NICOLA Zambrotti Sindaco di Lagonegro, e il capitano don VENANZIO Zambrotti comandante della Guardia nazionale di Lagonegro che catturò nel 1865 il famoso brigante Giuseppe Antonio Franco. All’inizio del XVIII secolo troviamo due rami della Famiglia cognominati ZAMPROTA e ZAMBROTTA) residenti nei Casali di Caserta, Tuoro e S. Barbara, (questo Casale fu smembrato nel 1599 da Tuoro), in seguito a San Clemente, Mezzano, Garzano, Casolla. Del ramo casertano ricordiamo: MADDALENA Zamprota (1702), sposa del sammaritano ANGELO Cervone; ELISABETTA Zambrotta (1704), sposa del nobile napoletano PRISCO Dell’Aquila; GIUSEPPE Zambrotta (1707), maestro-falegname a S. Barbara e proprietario terriero a S. Agata dei Goti (Catasto onciario di Caserta e Casali, 1749); FERDINANDO (1817-1897), figlio di ANTONIO, fu beneficiario di una rendita mensile di 1 ducato da parte del re Ferdinando II per un favore personale accordato al Sovrano; ANTIMO Zambrotta (1847-1942), figlio di Ferdinando, proprietario terriero, artigiano e commerciante, nel 1876 sposò MARIAGRAZIA Sangiovanni (1852-1918) di Castel Morrone (pronipote di mons. ANTONIO Giannelli, Vicario Generale della Diocesi di Caiazzo dal 1799 al 1818 durante il periodo di sede vacante, e sorella dell’ing. LUIGI, Medaglia d’oro dell’Accademia delle Invenzioni di Parigi nel 1919). ANTIMO fu cugino di PALMA MARIA ELISABETTA Zamprotta (1839-1913), figlia di GIUSEPPE, che nel 1890 sposò il barone napoletano ERNESTO Magliano. Dama Della Croce Rossa Italiana, priva di prole, nel 1913 fu munifica benefattrice dell’Ospedale civile di Caserta, ricordata dall’Ospedale con due lapidi e un busto marmoreo. Sua cugina PALMA MARIA FILOMENA Zamprotta (1845), sorella di ANTIMO, sposò nel 1876 PASQUALE Marra e fu madre di CIRO, Generale di Divisione dei Reali Carabinieri. Un figlio di ANTIMO, NICOLA Zamprotta (Caserta, 1891-Napoli, 1978), originò il ramo napoletano e fu combattente della I e II guerra mondiale, tre volte ferito e pluridecorato, fu Capitano di complemento dell’Esercito. Suoi padrini furono il marchese PIETRANTONIO De Franciscis di Tuoro, e il Ten. Gen. Medico FRANCESCO Della Valle (Puccianiello, 1858-1937), Comandante della Sanità Militare Italiana durante la I Guerra mondiale. Negli anni ’20 NICOLA comandò un paio di volte la Guardia di Palazzo Margherita a Roma (dove risiedeva la Regina Madre). Addetto alla Censura estera presso il Ministero della Guerra, cavaliere della Corona d’Italia (1940), cavaliere di Vittorio Veneto con medaglia d’Oro (1969) e commendatore OMRI (1971). Le Famiglie ZAMBROTTA-ZAMPROTTA-ZAMBROTTI sono attualmente rappresentate in diverse regioni italiane: in Piemonte da un nipote di ANTIMO e figlio di NICOLA, il prof. dott. ITALO (Napoli, 1941), residente a Biella, giornalista, scrittore, docente di Sociologia, Antropologia culturale e Storia delle religioni, autore di oltre duecento pubblicazioni. Fondatore dell’Università popolare di Biella nel 1976 e Socio cofondatore della CNUPI nel 1982, Grande ufficiale OMRI (1992), membro della New York Academy of Sciences (1997), della AAAS-The American Association for the Advancement of Science (1998) e di numerose istituzioni culturali e filantropiche estere. Primogenito di Italo è LUIGI (1969), ingegnere informatico, laureato all’Université di Paris 12, Medaglia di benemerenza della Protezione civile (2001) e Diploma d’onore del Patriarcato della Chiesa slavo-bizantina del Brasile (2005); secondogenito LORENZO (1973), dottore in Fisica e funzionario informatico dell’Università di Torino. A Biella risiede anche l’oculista dott. ALESSANDRO, del Comm. GIUSEPPE (fratello maggiore di ITALO); a Bologna il prof. PASQUALE Zambrotta, ingegnere elettronico. A Mugnano di Napoli risiede la prof. MARIA GRAZIA Zamprotta, sorella di Italo. A Napoli risiedono i fratelli dott. NICOLA, neurologo dirigente ospedaliero, e dott. CARMINE, giornalista (Croce di S. Antonio del Deserto del Patriarcato ortodosso di Alessandria), figli del Comm. EGIDIO, Maestro del Lavoro (fratello maggiore di ITALO). A Minturno risiede il prof. arch. MARCO (1971), del Cav. ENRICO (fratello maggiore di ITALO). Un pronipote del citato ANTIMO è il prof. dott. ANDREA Zambrotta (Carate Brianza, 1954), di PASQUALE (1911-2004, ufficiale dei Carabinieri), autore di pubblicazioni storiche sul mondo cattolico. E’stato Presidente del Consiglio comunale della sua città. GIANLUCA Zambrotta (Como, 1976), calciatore, campione del mondo nel 2006, è trisnipote di ANTIMO. A Padova la Famiglia è rappresentata dal pittore e incisore FERDINANDO Zamprotta (1939), Capitano di complemento dei Bersaglieri, e a Venezia dal fratello arch. CIRO e nipote arch. ELISA; a Roma dalla prof. TERESA Zambrotta, pittrice e critico d’arte; e dall’avv. ROBERTO ZAMBROTTI. In provincia di Salerno dal dott. ENRICO Zambrotti, noto uomo politico e amministratore pubblico. In Sicilia dai fratelli dott. PASQUALE, medico, e CLAUDIO Zambrotta, dermatologo. In Sardegna dalla prof. AUGUSTA CATERINA Zamprotta e dal fratello MASSIMO, figli del Cav. ENRICO. Tra i numerosi Zambrotta salernitani, emigrati in USA, infine, va ricordato DOMENICO (1850-1940), trisavolo di PAUL, attuale noto agente immobiliare statunitense.

Registrata nello Stemmario italiano e nel Registro Araldico Italiano.

N.D. Palma Zamprotta Baronessa Magliano

Arma: d’argento, al pino naturale sostenuto da due levrieri di rosso controrampanti, collarinati d’oro; al capo d’impero d’oro, caricato dell’aquila nera lampassata di rosso e coronata d’oro.

Motto: Nobis ardua

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ZAPPALÀ e ZAPPALÀ ASMUNDO

Titoli: ramo Zappalà: nobile, barone della Tonnara di Fiume, di Noto e Caponero; ramo Zappalà Asmundo: nobile, barone

Famiglia insignita dei titoli su descritti in virtù dell’acquisizione da Maria Giuseppa Tornabene con riconoscimento del 1911 in persona di GIUSEPPE; il ramo Asmundo con concessione del 1906 ottenne il titolo di barone e nobile.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale nobiliare Italiano anno1922.

Arma: d’argento all’aquila coronata di nero; ramo Zappalà Asmundo: d’argento all’aquila coronata di nero, accompagnata in punta da una stella di rosso (Concessione del 1906).

ZAPPINO

Titoli: barone di Mezzograno sopra le tonnare Soltanto, San Nicola e Arenella

Dimora: Palermo

Famiglia siciliana del XV secolo, originaria della Basilicata, passata in Sicilia con GIOVANNI INNOCENZO senatore in Palermo nel 1442, GIOVANNI GREGORIO senatore indetta città nel 1460; cavalieri del S.M.O. di Malta PIETRO nel 1672 e IGNAZIO nel 1676; GIOVANNI decorato dei titoli su descritti il 22 novembre 1802.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso all’albero sradicato sormontato da una stella e sostenuto da un leone coronato, il tutto d’oro.

ZARONE

Titoli: barone degli Infanti

Dimora: Napoli

Famiglia originaria di Versano Teano, venne riconosciuta del titolo di barone degli Infanti con R. D. del 20 febbraio 1927 e RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 29 luglio stesso anno.

TOMMASO cavaliere della Corona d’Italia, dei SS. Maurizio e Lazzaro, decorato di medaglia d’argento al valor militare nella campagna della I guerra mondiale, tenente colonnello della riserva del Regio Esercito, vivente nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla sbarra di rosso caricata di tre stelle d’oro, accompagnata da due leoni affrontanti, il primo tenente con la branca anteriore sinistra una fiaccola accesa, il secondo col la destra un giglio, il tutto al naturale e sormontato ognuno da una stella d’oro (Concessione del 29 luglio 1927)

ZATTERA o ZATTARA

Titoli: marchese di Novi

Dimora: Napoli

Famiglia originaria di Genova, possedette i feudi di Novi e Casale, sui quali CESARE ottenne il titolo di marchese il 14 gennaio 1654 e la concessione del titolo di marchese di Acropoli (Paestum) in Madrid il 24 luglio 1657 ( Archivio Simancas, Segretarias Provinciales volume 515, folio 368) ;il titolo di marchese di Novi riconfermato a OTTAVIO nel 1752; GIUSEPPE ne ebbe l’ultima intestazione nel Cedolario il 2 marzo 1769; ricevuta nell’Ordine di Malta nel 1687 ed ascritta al registro dei feudatari. GIUSEPPE VITTORIO, marchese, vivente nella prima metà del XX secolo

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: inquartato: 1° di rosso al leone d’oro, 2° d’azzurro a tre torri merlate al naturale, nel 3° d’oro al motto Ave gratia plena, 4° d’argento al pino di verde nel terreno di verde sinistrato da un gallo al naturale.

ZECCA

Titoli: conte

Dimora: Lecce, Napoli

 Famiglia di origine napoletana, si trasferì con FRANCESCO ANTONIO nella città di Leverano e poi a Lecce; VALENTINO capitano del “Reggimento Carabinieri Reali a piedi” ha partecipato alla difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese nella campagna del 1860. Con Breve Pontificio (Decreto) del 17 giugno 1884, S. S. papa Leone XIII, concesse a GIUSEPPE il titolo di conte; tale titolo venne autorizzato anche dal Regno d’Italia con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 26 febbraio 1927 in persona di LUCIANO.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritto nell’Elenco Ufficiale Nobiliare italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al destrochero movente dall’angolo sinistro del capo, sostenente una bilancia, accompagnata nel cantone destro del capo da una stella, tutto d’oro.

ZELO

Titoli: barone

Dimora: Napoli

Famiglia napoletana, decorata del titolo di barone in persona del cavaliere GIUSEPPE con R. D. del 5 novembre 1855 con trasmissibilità al nipote GENNARO e alla sua discendenza.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al cigno d’argento.

ZEULI

Titoli: patrizio di Bari

Dimora: Bari

La famiglia Zeuli è originaria di Faenza, come attesta il Massilla nel tomo “Cronache delle famiglie nobili di Bari”, della terra di Brisighella dalla quale partì SIGISMONDO nella prima metà del XV secolo quale uomo d’arme, distinguendosi in Africa nelle guerre contro i Mori; ANDREA valoroso soldato, militò con Ferdinando il Cattolico col grado di “Praefectus Castrensis”; il figlio SIGISMONDO anch’egli valoroso militare, si distinse alla battaglia di Pavia avvenuta il 24 febbraio 1525 conclusasi con la vittoria degli imperiali di Carlo V contro i francesi di re Francesco I, e venne decorato dallo stesso imperatore dell’Ordine del Cingolo militare (detto anche della Milizia Aurata), ed insignito del diploma dello stemma gentilizio in data 20 ottobre 1548; FERDINANDO ottenne con diploma del 24 gennaio 1635, esecutivo in data 30 aprile 1635, il titolo di marchese da re Filippo IV; il casato passò in Bari per parentela con la famiglia Tanzi, ed aggregata al patriziato di detta città in data 30 maggio 1787; ammesso per “giustizia” nel S. M. O. di Malta nel 1791 (Archivio di Stato di Napoli, volume 43, Priorato di Barletta).

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922

Arma: partito nel 1° di rosso al giglio d’oro, nel 2° d’azzurro a tre monti d’oro nel maggiore dei quali una pianta di rosa fiorita di tre pezzi del medesimo (l’arma posta in cuore all’aquila imperiale, per concessione dell’imperatore Carlo V).

ZEZZA e ZEZZA di Campomarino

Titoli: barone di Zapponeta, ramo secondario: barone, predicato di Campomarino, nobile dei baroni

Dimora: Napoli, Roma

Motto: “Iustus ex fide vivit”

Famiglia originaria di Barletta, possedette il feudo di Zapponeta (odierna Manfredonia) dal 1771 e riconosciuto del titolo di barone sul feudo su detto con R. D. in data 22 marzo 1900.

MICHELE (Napoli 1780 - 1867) poeta e scrittore napoletano molto prolifico, compose numerose opere in italiano in lingua napoletana, autore di opere per il famoso teatro San Carlino, molte opere inedite furono salvate dalla distruzione per l'attenzione di Luigi Chiurazzi che riuscì ad acquistarle appena in tempo da un rigattiere, le opere più importanti sono: "Nferte per lo Capodanno" pubblicate tra il 1837/46, "Poemetti vari", "Lo malato p'apprensione" (tratto dal Malato Immaginario di Moliere),"La mmesca pesca"; altro MICHELE distinto diplomatico del Regno di Napoli in Francia; FERDINANDO, barone di Zapponeta cavaliere dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, vivente nella prima metà del XX secolo.

Il ramo secondogenito rappresentato da GIUSEPPE che con R. D. del 2 aprile 1925 e RR. LL. PP. del 16 luglio stesso anno, ottenne il titolo di barone col predicato di Campomarino; GIUSEPPE, barone col predicato di Campomarino, cavaliere della Corona d’Italia, decorato della croce di guerra della I guerra mondiale, vivente nella prima metà del XX secolo. Appartiene a questo ramo il reverendissimo prelato S. E. Don MICHELE vescovo e poi arcivescovo di Pozzuoli

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia convessa accompagnata in capo, a sinistra da un sole, in punta a destra da una cometa posta in fascia il tutto d’oro, la fascia caricata dai segni zodiacali dello scorpione e bilancia di nero.

 

 

 

ZOCCO

Titoli: barone delle Balze

Dimora: Sicilia

Famiglia di Palazzolo Acreide, insignita del titolo di barone delle Balze per successione della famiglia Di Pietro con D. M. del 1912; VINCENZO vivente nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana,Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla torre di tre palchi sostenuta da un leone il tutto d’oro.

ZUCCARI

Titoli: barone di Cuticchi

Dimora: Agira

Famiglia messinese, ascritta alla sua nobiltà dal XIV secolo ed insignita del titolo di barone di Cuticchi in persona di FRANCESCO nel 1727.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia di rosso concava, accompagnata in capo da tre stelle d’oro ordinate in fascia, in punta da una campana d’argento.

ZUNICA

Titoli: principe di Cassano, duca di Nardò, duca di Castellina, duca di Alessano

Dimora: Napoli, Lucera

Famiglia originaria della Spagna e che ha goduto nobiltà in Navarra, Castiglia, in Napoli al seggio di Porto, in Lucera e Sicilia. Nell'ordine di Malta dal 1617 in persona di CARLO, insignita dell'Ordine del Toson d'Oro e del Grandato di Spagna di 1ª Classe, ha dato tre Viceré alla l Corona di Spagna nel Regno di Napoli. Ereditò il titolo di principe di Cassano e duca di Alessano dal casato Riario Sforza per "maritali nomine" contratto da don ANTONIO duca di Castellina con Luisa Riario Sforza, ribadito con Decreto Reale del 27 gennaio 1856. Si ritiene che sia un ramo della casata di don Ramirez, infante di Spagna che sposò Sancia erede di don Inigo signore di Estuniga, e diede cognome di Zunica nel XII secolo. Il Ricca nel tomo “Nobiltà del Regno delle Due Sicilie” indica che la famiglia discenda da PIETRO II, giustiziere e maggiore di Castiglia, conte di Banarez, marchese di Ayamonte. Il casato venne in Italia con CRISTOVAL da Salamanca nel 1496, capitano di cavalleria del Regno di Napoli, che partecipò alla battaglia di Pavia del 24 febbraio 1525 caduto in combattimento, battaglia che diede la vittoria degli imperiali di Carlo V contro i francesi di Francesco I; GIOVANNA moglie di Hernan Cortes il conquistatore del Messico; GIOVANNI principe di Pietrapersia, per "maritali nomine" dall'acquisizione matrimoniale con Giulia Barrese principessa di Pietrapersia, commendatore maggiore di Castiglia, luogotenente e capitano generale nonché Viceré di Napoli dal 1579 al 1582; GASPARE cardinale di Santa Romana Chiesa nel XVI secolo; GIOVANNI conte di Miranda, marchese di Bagnesa, capitan generale e Vicerè del Regno di Napoli dal 1586 al 1595; LUDOVICO governatore di Milano nel 1600; OTTAVIO primo signore di Chianca il 29 marzo 1608; GIOVANNI gran commendatore di Castiglia e maggiordomo maggiore di re Filippo II di Spagna; LUIGI FERDINANDO cavaliere di Alcantara e generale delle "Gallee delle Indie", morì in combattimento; EMANUELE De Gusman Zunica, conte di Monterey, di Fuentes, signore degli Stati e case di Viedma ed Ulloa, della casa di Ribera, cavalier dell'Ordine di San Giacomo, commendatore dell'Ordine "De Los Bastimientos de Castilla" presidente del Supremo Consiglio d'Italia, luogotenente e capitan generale, viceré del Regno di Napoli dal 1631 al 1637; ORAZIO patrizio di Lucera nel XVII secolo; ORAZIO primo duca di Castellina; FRANCESCO arcivescovo di Acerenza e di Matera nel 1700; riconosciuta di “antica nobiltà” nelle prove di ammissione nella Compagnia delle Regie Guardie del Corpo, la famiglia nella prima metà del XX secolo era rappresentata da ORAZIO principe di Cassano e duca di Alessano.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’argento con la banda di nero, ed una catena d’oro di otto anelli posta in bordura, attraversante il tutto.

 

 

 

 

 

ZURLO e CAPECE ZURLO

Dimora: Napoli, Bitonto, Giovinazzo, Parigi, Modena

Titoli: nobile, principe, conte, marchese di Castelrodrigo, patrizio napoletano, nobile dei principi

Sostiene il Candida Gonzaga che la famiglia discenda dai Piscicelli , i quali possedevano feudi in terra d’Otranto ed erano detti Zurlo ed un seguito Piscicelli Zurlo e poi solo Zurlo; detta in seguito Capece Zurlo per essersi schierata in favore di detta famiglia nel seggio di Capuana in Napoli; alcuni autori ritengono che sia una diramazione dei Capece; un ramo della famiglia Zurlo prese il nome di Aprano per il possesso di tale feudo. Il casato si imparentò con le migliori famiglie nobili del Napoletano.

LIGORIO gran protonotario del Regno nel 1280; FILIPPO reggente della Vicaria nel 1317; TOMMASO consigliere di re Roberto d’Angiò; BARTOLOMEO ebbe la stessa carica , giustiziere del Principato Ultra e poi Siniscalco della regina Giovanna I; BERNARDO tra i baroni mandati in Calabria per la custodia del Regno nell’anno 1324; TUZZILLO siniscalco di re Ludovico, marito di Giovanna I, ottenne da re Carlo III Durazzo in custodia il castello di Aversa; GURELLO siniscalco, ciambellano e consigliere della regina Giovanna I, benvoluto dalla sorella della regina, Maria d’Angiò duchessa di Durazzo, ottenne in perpetuo una parte del casale di Caivano, obbligando in segno di feudalità, a darle ogni anno “uno sparviero ed un paio di guanti”; CECCO giustiziere in Val di Crati nel 1368; LIGORIO logoteta e gran protonotario del Regno, consigliere di Stato, la regina Giovanna I lo chiamava “suo diletto e collateral consigliere”; GIACOMO castellano di Castel Capuano per la regina Giovanna I, alla venuta di Carlo III Durazzo, combatté contro di lui; SALVATORE servi re Carlo III e poi Ladislao Durazzo , che lo nominò suo Gran Siniscalco ed insieme ad altri notabili stabilì le modalità di resa della città di Napoli nelle mani del re; MONACO maestro razionale della Gran Corte della Vicaria; BERNARDO ciambellano e siniscalco di re Ladislao,gran maresciallo e protonotario, nel 1414 fu insieme ad altri nobili nominato Luogotenente e Vicario del regno per l’assenza fuori regno del re; FRANCESCO primo logoteta e consigliere di re Alfonso I d’Aragona; LORENZO luogotenente di una “Compagnia d’Arme” al comando di don Innico Lopez, morì valorosamente alla battaglia di Ravenna; FRANCESCO, uomo di gran valore e difensore della fede, capitano al tempo di Ferdinando I d’Aragona, difese strenuamente la città di Otranto, nell’agosto del 1448, assediata dai saraceni del generale Acomath Pascià, il quale gli offrì salva la vita se si fosse arreso, ma egli rifiutò e venne trucidato con tutta la cittadinanza, evento passato alla storia col nome dei Martiri d’Otranto; i loro resti sono collocati in una cappella, edificata nel 1449, voluta da re Alfonso I in Napoli presso porta Capuana, poi inglobata in quella che oggi è la chiesa di Santa Caterina a Formello; GIOVANNELLO capitano d’arme, difensore di re Alfonso II d’Aragona, liberò la città dell’Aquila assediata da Braccio da Montone; FRANCESCO anch’egli uomo d’arme, servì al comando del gran capitano Consalvo de Cordova, durante la Disfida di Barletta fu eletto “Giudice degli Italiani”; SILVIO cavaliere dell’Ordine gerosolimitano, capitano di galera dell’Ordine di Malta nel 1642; GIUSEPPE, appartenente all’Ordine dei Teatini, cardinale arcivescovo di Napoli nel 1785; DOMENICO, gentiluomo di camera, principe, patrizio napoletano, con privilegio del 1727 detti titoli estesi ai suoi figli e discendenti; GIOVANNI, principe, consultore di Stato e gentiluomo di camera. Il casato era rappresentato alla fine del XIX secolo dal principe GIOVANNI ANTONIO Capece Zurlo, residente in Parigi. Il casato iscritto nel libro d’Oro della Nobiltà Napoletana.

Arma: di rosso alla banda d’oro caricata da un girello d’azzurro.

Arma: partito: nel primo di nero al leone coronato d'oro linguato di rosso (Capece), nel secondo di rosso alla banda cuneata d'azzurro e d'oro.

Stemma cardinalizio Capece Zurlo, Duomo di Napoli. Foto Ciro La Rosa, clicca per ingrandire

 

 

 

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