Libri in bacheca


libere recensioni, non vendiamo libri

 

In un tempo andato con biglietto di ritorno

di Enrico Pietrangeli 

Kult Virtual Press – 2007 – download gratuito

Home Editore > http://www.kultvirtualpress.com/

Home Autore > http://www.diamoredimorte.too.it/

Romanzo d’esordio e dunque formativo, o favolistico-formativo, ma anche realistico e neo-realistico, surreale e psichedelico, ironico e spietato, che si nutre di una visione del mondo articolata e ricca di punti di vista sulla storia e sulla lingua.

In un tempo andato con biglietto di ritorno di Enrico Pietrangeli è un pellegrinaggio iniziatico nel caotico ‘omphalos’ della generazione del ’77 o, più precisamente, di quel gruppo di adolescenti o poco più che contestava l’apparente tenuta di un assetto politico già disgregato, da tempo in declino. Erano giovani coinvolti in una politica ‘engagé’ della piazza, che rivendicavano diritti e giustizia sociale e utilizzavano l’arte in modo spontaneo: quella musicale ma anche quella visiva e letteraria. La musica, in questo caso, è struttura portante, realisticamente e simbolicamente, ed è colta in tutti i suoi aspetti più variegati e contraddittori. Attraversa i generi, dall’underground al commerciale, dalla disco-music al progressive, scandisce i blocchi narrativi attraverso pertinenti riprese tematiche, avvicina i personaggi tra loro, li isola, rappresenta classi sociali e contesti, fino a diventare moda, tendenza.

Generazione di intellettuali ma anche di “emarginati”, la definisce G. Ferroni nella Storia della letteratura italiana, “uniti all’insegna di un interesse del tutto strumentale per la poesia, puro pretesto per lo sfogo di comportamenti alternativi”.

Argomento scarsamente rappresentato nell’olimpo letterario, il movimento di contestazione del ’77, in questo romanzo la fa da padrone con tutti i suoi cliché, a tratti volutamente stereotipati o sgranati, che si tratti della droga o della fascinazione per l’India, del noto raduno di poeti e musicisti a Castel Porziano, fino a Massenzio, alla musica rock, pop e alla Domenica Sportiva. Grazie a questi stereotipi, i personaggi potranno conoscersi e riconoscersi in un circuito esistenziale tragicomico e trasmettere una fotografia dell’epoca eroica e trasgressiva: interpreti di vite ‘normali’ oltre che di confine, animati da un profondo desiderio di riscatto. Per Lorenzo, indiscusso protagonista, è dunque sperimentabile la scoperta, a tratti anche distruttiva, di un sé ancora acerbo.

Roma e dintorni, con sortite a Milano e Firenze, sono i luoghi dove la conoscenza si nutrirà di curiosità adolescenziale, riuscendo a sprovincializzare una cultura urbana da ‘stra-paese’. Ciò è possibile per mezzo d’incontri con altri personaggi (Walter, l’amico del cuore; Francesca, l’attrice matura e intelligente, o Mimì, la transessuale) in una costante attenzione verso l’avanguardia modaiola d’oltreoceano. Ovunque imperversano fenomeni come la ‘banana’ di Warhol, emblematico orpello della pop-art, i nuovi ‘supereroi’ finalmente giungono in Italia mentre si ascoltano ancora canzoni fissate da sempre nell’immaginario collettivo, come Sound of silence di Simon and Garfunkel.

Questi ed altri fermenti renderanno possibile la trasformazione di Lorenzo in ‘icona donchisciottesca’, eroicamente positiva, depositaria di saperi e valori. La sua formazione si attesterà allora su tonalità picaresche e sarà demandata ad un iter esperienziale fatto di ricerca e casualità più che di apparati istituzionali quali scuola o famiglia, sovrastrutture che il protagonista non intende ancora comprendere o che forse ha già intuito e archiviato, coinvolto com’è nell’amore, nella musica e nel sesso.

L’alternarsi di un sé socialmente integrato e di un sé più devoto alla solitudine e alla riflessione, malinconicamente ritratto nell’ascolto di Un uomo in crisi di Claudio Lolli, permette all’autore di cimentarsi con un’interessante architettura del personaggio. Un narratore profetico scruta con attenzione ogni rocambolesca e ossessiva contraddizione (caratteristica del ’77?). E’ ottocentesco nella sua onniscienza-preveggenza, indiziario nei suoi caustici interventi che commentano i fatti e forse, in quest’aspetto, riconducibile ad autori come Balzac o Stendhal. La storia è impostata sul motivo di un contrastato amore tra Lorenzo e Lucia e rimanda, anch’essa, sia per i riferimenti onomastici manzoniani, che per la tematica sviluppata, ad un impianto ‘ironicamente’ ottocentesco (chissà se, oltre a questa seconda edizione in elettronica, altre ancora ne verranno rielaborate dall’autore…).

Impedimenti esterni, al di sopra della volontà dei personaggi, o ‘sortilegi’, prendendo a prestito una definizione di Sklovskij utilizzata per i poemi cavallereschi, incastrano Lorenzo e Lucia in una costruzione fatta di corse e rincorse ma mai di coincidenze. Le complicazioni non sono superabili in alcun modo se non attraverso un rituale di morte e rinascita. Il capitolo in cui viene descritta la morte dell’amatissima Lucia è uno degli esempi più riusciti d’innesto di registri a sfondo melodrammatico. Alla disperazione di Lorenzo che apprende la notizia dalla televisione, mentre freddamente gli racconta la morte in diretta, fa da contrappunto poco dopo (ma con più di vent’anni di anticipo) il sarcastico riferimento del narratore al genere televisivo del ‘reality’. Lo scambio continuo tra parola e immagine non può trascurare, d'altronde, allusioni alla ‘scatola’ televisiva e ai suoi perpetui meccanismi come l’intramontabile connubio calcio-televisione, né dimenticare il mondo della comunicazione sonora e visiva fatta di telefono o telefonino, di cinema, pubblicità o chat-line. Strumenti contestati, accettati e dunque utilizzati dall’autore, ma più spesso trascritti da una telecronaca distaccata dell’epoca. La strutturazione in capitoli-racconti scandisce una ripartizione a episodi da serial televisivo, con ‘short-stories’ tematicamente autonome sebbene inserite in una più ampia cornice di trama e supportate da una scrittura densa e cinetica.

Ma come per la definizione di ‘genere’, così per quella di ‘stile’ e ‘lingua’, è necessario soffermarsi sui contrasti prima di arrivare ad una percezione d’insieme. La sfida è tra lingua colta e linguaggio popolare, cruda immediatezza e spigliata dialogicità (i dialoghi sono in buona parte in gergo dialettale), prosa d’arte e poesia. Tra le numerose investiture ricevute da Lorenzo, infatti, c’è anche quella di ‘poeta’. Un angelo gli apparirà più volte, sia nel sonno che nella veglia, per eleggerlo a cantore, spronandolo a fare buon uso delle ispirazioni attraverso illuminazioni creative. Angelo custode,  visione allucinata, icona cristologica o pura intuizione? Forse, più semplicemente, un alter ego di fantasia caduto sulla terra.

Miti e archetipi delle origini sono evocati di continuo ma sfuggono dall’autoreferen-zialità, contemplata semmai nella messa in scena di macchiette esilaranti. La loro lucida definizione arriverà a distanza e sarà scandita da un’ellissi temporale di circa vent’anni, corrispondente alla seconda parte, il “biglietto di ritorno” dalla storia, appunto, ovvero gli ultimi tre capitoli del romanzo. Ora lo slancio vitale della conoscenza è diventato coscienza, evoluzione in senso bergsoniano. Lorenzo può finalmente attestarsi quale ‘exemplum’ del suo tempo, come anello di congiunzione tra passato e presente in bilico tra il ‘bianco e nero’ e il ‘technicolor’.

Tempo musicale, flusso interiore e tempo narrativo procedono di pari passo e con armonia in un complesso gioco di rimandi, anticipazioni, flashback, parallelismi cronologici e giochi anacronistici, come la citazione di Chi l’ha visto ante litteram o la breve descrizione dell’144 (servizio erotico telefonico apparso alla fine del secolo scorso).

E poi c’è il tempo del disincanto. Sono state superate tante prove e scoperti molti enigmi. Le occulte alchimie degli eventi premieranno Lorenzo, ormai adulto, trasformandolo in un personaggio-narratore, cantore della memoria, e inventeranno, come testimone della narrazione, un autore-personaggio che fatalmente scrive romanzi e vende al mercatino di modernariato reperti sacrali di musica non riproducibile: - i vinili - già nostalgicamente soppiantati non solo dai CD ma anche dai più impalpabili MP3. Sacrale, a questo punto, diviene anche il risvolto del racconto che tramanda esperienze e salva dalla morte.

Simonetta Ruggeri, 2007

Regolamento per download, invio corrispondenza e materiale al Portale del Sud

Centro Culturale e di Studi Storici "Brigantino- il Portale del Sud" - Napoli  e Palermo

admin@ilportaledelsud.org ®copyright 2007: tutti i diritti riservati. Webmaster: Brigantino.

Sito derattizzato e debossizzato